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Parigi è una sorpresa continua.
Ogni volta cerco di centellinare le cose da vedere, in modo da avere un pretesto per tornarci il prima possibile. Di solito organizzo i miei viaggi nei dettagli con mesi di anticipo. La partenza della settimana scorsa, infatti, non era in programma.
Dopo la trasferta invernale credevo che avrei dovuto aspettare ancora un bel po’ prima di rivederla. Invece è successa e basta, all’improvviso, e a un: “Andiamo?” della persona giusta non ho saputo tirarmi indietro.
Quando Parigi capita è ancora più bella.

Anche in questa occasione non sono mancate le visite obbligate.
Il saluto a Notre-Dame appena arrivata in centro ormai è una tradizione. Lì, sul Pont Saint-Michel, a pochi passi dalla piazza della cattedrale, l’emozione e la felicità prendono il sopravvento come se fosse sempre la prima volta.

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Poi la puntatina al Musée d’Orsay, la culla dell’Impressionismo e dell’Art Nouveau. Purtroppo solo là ho scoperto che il quadro di Van Gogh che preferisco – La notte stellata – si trova in prestito a Oslo fino a settembre per l’esposizione Van Gogh + Munch.
Sarà per la prossima volta. :D

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Infine un tuffo al Louvre soltanto per lei: la meravigliosa Nike di Samotracia, fresca di restauro. Abbagliante.

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Ma la Parigi che non mi aspettavo non è stato solo il viaggio in sé. Mi sono imbattuta in tre avventure non convenzionali che mi hanno mostrato un altro lato della Ville Lumière, quello che forse esula un po’ dalle mete turistiche standard.

La prima è stata la visita alle Fogne di Parigi, la città sotto la città.

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Un luogo insolito, direte voi. Avete ragione, lo è. Così com’è anche interessante, suggestivo, atipico, reale. Parigi è anche questo.
Si tratta di chilometri di cunicoli nelle viscere della città, attraversati dalle acque chiare e non (odore pesante compreso ma sopportabilissimo).
Dentro questo labirinto si dirama un museo che racconta la storia delle fogne dagli albori fino ai giorni nostri, i principi di alimentazione dell’acqua potabile, le tecniche di pulitura e la lotta combattuta nei secoli per preservare l’equilibrio ecologico della città.
Il museo è ospitato nella Galleria Belgrand, colui che nel 1850 concepì la rete fognaria di cui Parigi è attualmente dotata.

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Ed è proprio in questi canali che Victor Hugo ambientò la fuga di Jean Valjean e Marius nel suo romanzo capolavoro I Miserabili.

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La seconda è stata la scoperta dei Passages Couverts grazie al consiglio di un’amica. :)
I Passages fanno la loro apparizione nella capitale francese verso la fine del 18° secolo. Costruiti prevalentemente in ghisa e vetro – che diffonde tutt’intorno una luce particolarissima – permettevano alla clientela agiata che li utilizzavano di passare da una via all’altra, curiosare tra le vetrine e nelle librerie, fare compere o ristorarsi in un café protetti dalle intemperie, dalla circolazione stradale, dal rumore e dall’inquinamento.

La maggior parte furono costruiti sulla rive droite della Senna, soprattutto nel quartiere dei Grands Boulevards. Ma con l’avvento dei grandi magazzini e della rivoluzione architettonica, queste oasi di Belle Époque isolate dalla frenesia cittadina persero via via d’importanza.
Oggi di significativi se ne contano appena una decina, tra cui la raffinata Galerie Vivienne.

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Inglobata al piano terra di un grande palazzo (come la maggior parte dei passages) e lunga 176 metri, naque nel 1826 come galleria per negozi e boutique di lusso. Tuttora ne conserva le caratteristiche e l’aspetto ancora molto elegante.
I mosaici al suolo, le decorazioni fatte di archi, gli ornamenti e la tettoia in vetro si sono conservate in ottimo stato fino ai giorni nostri.
Mentre si cammina sotto la volta trasparente è impossibile non immaginare d’indossare un lungo abito di fine Ottocento. Passeggiare in questa galleria è davvero un tuffo indietro nel tempo.

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La terza avventura – la più indimenticabile – è stata quella del pomeriggio del 15 luglio.
Dopo due anni passati invano a monitorare il sito dello Château de Versailles nel tentativo di rientrare nel numero limitatissimo di accessi consentiti, sono riuscita a prenotare una visita guidata agli Appartamenti privati della Regina.
Ma questa esperienza merita un articolo tutto suo. :)

Vi do appuntamento alla prossima settimana per condividere con voi fotografie e sensazioni di una giornata che mi rimarrà nel cuore per sempre.

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