I processi a Luigi XVI e Maria Antonietta – Dal trono al patibolo

Dal trono al patibolo

 

 

TRAMA

La storia, si sa, la fanno i vincitori. Alcuni personaggi sono diventati immortali anche grazie a gesti che non hanno mai compiuto, o frasi che non hanno mai pronunciato. Maria Antonietta, ad esempio, non disse: «Se non hanno pane, che mangino brioche».
Qual è allora la verità e dove iniziano le menzogne dei detrattori? Il libro racconta il passaggio in Francia dalla monarchia di diritto divino – tipica dell’ancien règime – all’instaurazione della giuria penale propria della realtà rivoluzionaria, fino a giungere all’analisi dei processi del re e della regina che hanno segnato la fine di un’era.
Cosa significava per un re essere investito del potere di regnare direttamente da Dio? Come la giuria penale – istituto di origine anglosassone – si è sviluppata in Francia? Se Luigi XVI era inviolabile secondo la Costituzione francese, com’è stato possibile processarlo? Come si svolsero le votazioni e in che clima? Ci furono brogli? Maria Antonietta era realmente colpevole dei reati che le furono ascritti? Perché la regina era così odiata dal popolo?
Queste sono solo alcune delle domande alle quali questo saggio cerca di dare una risposta.

 

RECENSIONI

5 risposte a “I processi a Luigi XVI e Maria Antonietta – Dal trono al patibolo”

  1. ciao Giorgia, ti ho scritto 1 msg privato giorni fa. Volevo chiederti se questo saggio è disponibile solo in e-book e se è prevista una versione “cartacea” prossimamente! lo spero perché desidero acquistarlo! fammi sapere! 1 abbraccio!!

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  2. Complimenti! Dedicarsi alla saggistica (genere su cui in genere le editrici puntano ben poco) è oggi un atto di coraggio, soprattutto per chi è giovane. Ci sono ben poche iniziative (quando non fraudolente) che accolgano il saggio e tendano alla sua rivalutazione. Io mi sono ridotta a fare di piccoli saggi i miei articoli di critica, in maniera velata. Paradossalmente, la cultura accademica è impantanata sulle “lezioni” dei critici dei secoli scorsi e sembra materia da contemplare, con timore reverenziale. Di contro, si è sviluppata la tendenza a snellire l’informazione, a farne materiale compulsivo, impreciso – purché funzioni in termini di media sharing. Ebbe ragione Eco quando, mesi fa, disse che a mancare era lo spirito critico nei nuovi “professionisti” dell’informazione.
    Ps. Il tuo blog è bellissimo, Giorgia ! Lo seguirò con piacere.

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